È la notte tra il 14 ed il 15 dicembre 2007, e a Venezia nevica.
"Accidenti", penso, "tra poche ore ho il volo e la trasferta non inizia secondo le migliori aspettative".
La mattina del 15, all’aeroporto, mi lascio alle spalle un cielo coperto e una temperatura rigidissima con destinazione Malta, piccolo isola a sud della Sicila, in pieno Mar Mediterraneo.
Dopo lo scalo a Milano mi attende un breve e comodo viaggio versa La Valletta, capitale dello stato maltese. Una volta sceso dall’aereo, prima sorpresa: la temperatura è mite, solo una leggera brezza, niente a che vedere con le neve e il tempaccio di poche ore prima. Penso che qui, d’estate, debba esserci un clima veramente fantastico.
In un baleno completo il mio trasferimento al Casinò di Venezia e, giunto alla meta, seconda (grossa) sorpresa: mi trovo davanti un edificio davvero fiabesco. Una costruzione antichissima, affascinante, veramente bella, da vedere: in Italia qualcosa del genere forse l’ho vista solo allo storico Casinò di Ca’ Vendramin, tra le calli veneziane. Un po’ stordito dal fascino del luogo, sistemo in fretta la mia postazione e inizio a perlustrare l’edificio. Ci sono sei tavoli nella enorme sala subito dopo l’ingresso, illuminati da lampadari sfarzosi e circondati da dipinti di chissà quale epoca. Per il momento questi tavoli non vengono utilizzati, pertanto mi sposto in una sala secondaria nella quale sta partendo il main event della manifestazione per la quale mi trovo qui: è il primo Campionato Internazionale di Texas Hold’em organizzato dai simpatici ragazzi dell’associazione Texas Hold’em Roma, patrocinato dalla F.I.T.H. e sponsorizzato da 888.com.
Dopo gli eventi del giovedì e del venerdì (rispettivamente un 330 freezeout vinto da Massimiliano Di Paolantonio e un 550 freezeout conquistato da Demaje Balzan) è la volta del “classico” main event freezeout con 1.000 Euro di buy-in, che caratterizza ormai ogni main event di questo tipo di rassegne. La struttura è ben giocabile: 10.000 chip per ogni giocatore da gestire in livelli dab e in sesanta minuti. Sono 91 i partecipanti. Il fortunato (e bravo) vincitore porterà a casa la bellezza di 30.200 Euro. Non fatico a riconoscere subito alcuni “abitudinari”, quali Daniele Mazzia, Alessio Isaia, lo svizzero Claudio Rinaldi, Riccardo Mazzitelli, il giramondo Simone Rossi, due giocatori-organizzatori quali Stefano Fiore e Cesare Florio, il neosponsorizzato da 888.com Alessandro “Desmodavid”Pastura, il simpatico Dario “Bonzo” Nittolo, Fausto Cheli (giocatore da high stakes online), l’ormai celebre Flavio Ferrari Zumbini (meglio conosciuto come “Confiteor”, uno dei re dell’online su PokerStars).
Sono molti I romani presenti, forse qualche faccia nota mi sfugge, da appassionato di calcio mi dispiace però di aver mancato di poche ore Stefano Tacconi, ex portiere di Juventus e Nazionale Italiana, riscopertosi negli utimi mesi giocatore di buon livello di Texas Hold’em. Aveva infatti partecipato agli eventi da 330 e da 550. Speriamo possa seguire le orme di Thomas Brolin o Tony Cascarino cogliendo come loro risultati positivi anche in questo sport.
Le prime ore del torneo filano via abbastanza lisce, passo a vedere tra I tavoli che succede. Isaia e Rossi si lamentano per le poche mani giocabili, tanto che Rossi si trasforma in versione “natilizia” indossando un boffo berretto di Babbo Natale cercando di attirare a sé la buona sorte. Vado dunque a fare quarto chiacchiere con Pastura, seduto al tavolo con “confiteor” Zumbini. Il re di Campione è chipleader del suo tavolo e controlla con mestiere, ma a un certo momento devo troncare la nostra conversazione perchè una mano mi distrae: un giocatore da middle position, con bui 100-200, rilancia a 700; il cutoff controrilancia a 2.000; dallo small blind “confiteor” controrilancia a sua volta a 4.800! Il primo giocatore passa e il cutoff muove all-in, “confiteor”, dopo un nanosecondo, mostra un sorriso a 32 denti e folda mostrando 72 offsuited!!! Risate generali del tavolo, il cutoff fa vedere additittura A cuori A picche.
Decisamente il momento sbagliato per bluffare per il vincitore di una tournament leaderboard settimanale su PokerStars. Il tempo passa, mano a mano I giocatori escono, nella pausa cena si va al terzo piano del casino in una particolare sala con buffet a vista sul porto. Immagine davvero suggestive. Sono a tavola con Mazzia e consorte (anche lei in corsa), Rossi, Isaia e Claudio Rianldi, e l’atmosfera è molto rilassante. Il solo Mazzia è un po’ rammaricato per non aver giocato una co ppia di 7 che gli avrebbe permesso di fare un poker strepitoso e due player-out (i quali però partivano da K-K e A-A, ecco spiegato il motivo del fold!).
Alla ripresa si inizia a fare sul serio, e il premio “bad beat di fine anno" va proprio a Simone Rossi. Bui 150-300 e Simone, under the gun, si trova in mano K fiori K cuori e rilancia a 800. Dal bottone Nicola Maugeri fa call. Il flop è: Q fiori 4 quadri 9 fiori. Simone fa 1.500, Maugeri rilancia a 4.000. Rossi muove quindi all-in per 15.350 e Maugeri, riflettendo molto poco e con stack quasi pari, fa call mostrando sorprendentemente Q picche J fiori. Turn 3 picche e river Q cuori mandano Rossi su tutte le furie e gli fanno abbandonare il torneo prematuramente. Poco dopo esce dal main event il tifoso laziale Matteo “marchesino” Barberi, bardato di biancazzurro da capo a piedi. Peccato che proprio in contemporanea allo stadio Olimpico la sua Lazio stesse immeritatamente perdendo in casa con la Juventus. Esce Carla Solinas (la sopracitata fidanzata di Daniele Mazzia) e resta in corsa per il gentil sesso solo una signora norvegese, all’anagrafe Oddyn Roberg: chiusa e aggressiva, arriverà addirittura al tavolo finale. Esce il patron della manifestazione Stefano Fiore; viaggia invece a gonfie vele il suo college Cesare Florio che vince un con flip mostruoso contro Claudio Rinaldi. Con bui 400-800, Cesare rilancia a 2.400 da middle position; reraise da big blind dello svizzero fino a 8.000; il romano va all-in per 30mila con 10-10 ed è chiamato all’istante da “Swissy” che ha A-K. Un 10 al flop elimina dalla contesa Rinaldi, e Florio spicca il volo. Fuori Isaia e Mazzitelli, pastura resta assolutamente in controllo e manovra il tavolo a suo piacimnto (terminerà la giornata come chipleader assoluto).
Mi fa sorridere il ragazzo che tutti chiamano “Bonzo”, ovvero Dario Nittolo, che una volta rimasti tre tavoli in gioco (a premio i primi dodici) continua ad agitarsi in un modo anomalo, facendomi presente che è detentore del record assoluto di tornei finiti in bolla in Italia. Non sta proprio fermo un attimo, si agita e controlla gli short stack di tutti I tavoli dopo ogni singola mano; se vince un piatto “uncontested” mostra le carte esclamando “io non rubo mai!”, quasi a chiedere pieta dai deep stack, facendo ridere di gusto l’intera sala. Buon per lui che la giornata termina con 18 giocatori ancora in gara, lui compreso, con i già menzionati Pastura e Flrio ben in vantaggio sul gruppone. In evidenza anche il romano Antonio Crespi, il tornese Mimmo Giacomelli e la norvegese Oddyn Roberg.
Io fuggo verso il mio albergo a dormire, altri preferiscono fermarsi al Casinò a giocare cash (ce n’è per tutti I gusti: dal 2-4 al 20-40) o sit and go. Non ci giurerei, ma a occhio e croce più di qualcuno si sarà fatto sedute da 30-40 ore di gioco. Complimenti! Io già dopo 10-12 somo certo che impazzirei. Domenica si riprende nel primo pomeriggio. Fuori è un po’ più fresco, una fastidiosa pioggia raffredda l’ambiente. Di fatto, I tuoni e I fulmini ci sono dentro al casino: si giocono i restanti due tavoli nella affascinante sala posta all’ingresso, e al primo colpo della giornata un signore orientale va all-in con A-A chimato da Pastura che ha K-K. Un K al river fa pensare che sia la giornata del mantovano, e pian piano ci si avvicina alla zona premio. La bolla è scoppiata da Giuseppe Galbo, che con A cuori Q picche è chiamato da Cesare Florio con K picche 10 picche. Il board Q picche 4 fiori 5 picche K quadri 8 quadri manda a casa Galbo, che però si consola con un particolare bonus offerto al “bubble-man” dallo sponsor 888.com: un bell’accredito di 888 dollari press oil suo conto sulla suddetta poker room. Iniziativa davvero simpatico.
Nel frattempo, I pocket Kings che tanto bene avevano portato a Pastura lo danneggiano per ben due volte, così “Desmodavid” arriva non più da chipleader al final table, che oltre a lui è composto da Mimmo Giacomelli, Cesare Florio, Maurizio Minopoli, Dario Nittelli, Marcello Terracino, Ferdinando Carrieri, Antonio Crespi, Nittelli e Terracino escono quasi subito (sfortunato quest’ultimo che sce con buono stack con A-A contro un set di Jack di Terracino), poi a lasciare Malta è la volta di Pastura che da short “manda la vasca” con Q picche J picche, trovando 8 quadri 8 cuori di Monopoli che reggono. Chi si mette in luce, però, è Mimmo Giacomelli: non tanto per I piatti vinti (abbastanza numerosi peraltro), quanto per il “trash talk” che lo contraddistingue…
Visibilmente eccitato per l’andamento della partita, mi ha ricordato per certi versi il grande Mike Matusaw. Non passa una mano senza una sua risata o un commento salace. Ma il torinese lo conosciamo bene noi di Poker Sportivo: già a Montecarlo (dove aveva diviso la stanza con i nostril Viola e Gonzales) aveva mostrato un caratterino decisamente “sopra le righe”, spratutto al mitico party di DTD Poker…
Escono quindi Terracino e la Roberg (applauditissima per la gran gara), medaglia di legno per Promis, con Florio, Giacomelli e Minopoli che restano in gara.
Si fa una pausa e tre discutono un deal visti gli imponenti stack e I bui relativamente bassi, che però non viene trovato. Così si prosegue fino al colpo in cui con 8-8 Cesare Florio lascia in terza piazza a favore di Mimmo Giacomelli, che non A-5 pesca un asso al flop per il rammarico del romano che sconsolato si lamenta: “Esco sempre così…”. Altra proposta di deal, ma non se ne esce: Giacomelli fa suo il torneo in un colpo risolutivo dove chiama l’all-in avversario con A picche 7 picche contro K picche J picche. Il board A fiori 4 quadri 5 quadri 8 fiori Q quadri lo incorona vincitore del torneo e lo fa letteralmente impazzire d’entusiasmo. Urla e abbracci con gli amici, dopo le foto di rito e la consegna del premio fa praticamente fermare la sala dove si stanno giocando cash e sit and go per un annuncio che il floorman dà al microfono: “Il vincitore del main event Mimmo Giacomelli offer da bere a tutto il casino!”, tra gli applausi delle decine di giocatori rimasti ai tavoli. Grandi complimenti a Mimmo, che è stato capace di maturare e di far crescere un gioco fino a non molto tempo fa troppo focalizzato solo su “colpi fortunati”, mentre qui a Malta abbiamo visto un giocatore completo e capace anche di dominare il tavolo con il suo carisma e la sua presenza.
È notte inoltrata, ed è un peccato sapere di dover andare via: per due giorni ho vissuto in un casino eccezionale e mi resta la curiosità di visitare l’interno dell’isola. Sono tuttavia sicuro che non alter manifestazioni del genere, così ben organizzate e gestite, in futuro certamente ne avrò l’occasione.
Riccardo Moro Inviato di Poker Sportivo |